domenica 28 agosto 2011

LIBIA:LA VERITA' CENSURATA


Thierry Meyssan: la Verità censurata

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Thierry Meyssan del Réseau Voltaire presente a Tripoli, tra l’altro minacciato di morte poichè giornalista indipendente, denuncia che la Nato fa strage bombardando di tutto e uccidendo 1.300 persone in poche ore ma Repubblica on line scrive che Gheddafi bombarda la folla. Tripoli e la Libia non si sono mai sollevati, semmai sono stati stremati dai bombardamenti degli aggressori. Anche il giornalista Mahdi Darius Nazemroaya è stato minacciato di morte.
La Libia di Gheddafi:
-Indennità di disoccupazione: 730$ mensili
(in Libia la vita costa 1/3 rispetto a qui)
Pil pro-capite: 14.192$ – DEBITO/PIL: 3.3%
(secondo il sito della CIA al 2010 è il paese meno indebitato al mondo)
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186ran…
-Ogni membro di una famiglia riceve dallo Stato 1000$ annuali
-Per ogni nuovo nato lo Stato dona alla famiglia 7000$
-Gli sposi ricevono 64.000$ per l’acquisto di una casa
-Istruzione ed università all’estero a carico dello Stato
-Prezzi simbolici dei prodotti alimentari base per le famiglie numerose
-Erogazione gratuita di prodotti medicinali e farmaceutici
-1 litro di benzina costa 0,14$ dunque è più economica dell’acqua
-Energia elettrica gratuita
-All’apertura di un’attività personale si riceve un finanziamento statale di 20.000$
-Per l’acquisto di una vettura il 50% è versato dallo Stato
-Prestiti per l’acquisto di un auto o di una casa senza alcun interesse
-Imposte e tasse extra PROBITE
http://tipggita32.wordpress.com/2011/04/22/eloquent-facts-of-the-socialist-li…
L’enerome consenso che il grande Gheddafi riscuote presso il suo grande popolo:
http://www.youtube.com/watch?v=cHYZb-vLLJE&feature=channel_video_title
Studenti libici arrestati in itaGlia per aver difeso la Verità uccisa dai giornali itaGliani:
http://nazionesiciliana.splinder.com/post/24694697/liberate-e-lasciate-in-pac…
Falsificazione della Realtà:
http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6661-nebbia-di-guerra.html
La piazza dei festeggiamenti dei “ribelli” non si trova a Tripoli.
Tipico crimine dei ribelli affibiato a Gheddafi dalla proapaganda calunniatrice:
http://www.youtube.com/user/Soldior#p/f/0/ItP6EvslHD4
Il colonello Gheddafi: «Morte o vittoria contro l’aggressore».
L’unica soluzione per arrivare alla pace è che la NATO si ritiri e la smetta di compiere genocidi.
Crimini dei ribelli a Bengasi su questo canale:
http://www.youtube.com/user/TheLibyaSOS

sabato 27 agosto 2011

LIBIA:IL MASSACRO NASCOSTO DELLA NATO


UN PARTICOLARE RINGRAZIAMENTO  A MARINELLA CORREGGIA
MASSACRO DEI NERI
Ho sentito al telefono Mohamed del Niger che come molti altri suoi amici sub-sahariani lavorava a Tripoli. Aspettano l’evacuazione. Rischiano la vita per quella “caccia al nero” che nell’Est libico è in corso da tempo e adesso è arrivata a Tripoli. Mohamed vive nel quartiere Gangji dove ieri mancava sia l’elettricità (fa molto caldo ed è impossibile raffrescarsi e conservare i cibi), sia l’acqua:“Abbiamo un pozzo in questo gruppo di case ma l’acqua non è potabile. E il rubinetto è secco. Sto andando a cercare acqua per la rottura del digiuno, dopo il tramonto. Prospettive? “Siamo in contatto con varie ambasciate africane compresa la mia ma non sembrano essere al corrente di prossime navi dell’Organizzazione mondiale delle migrazioni. So che ieri sono partite delle persone ma non dell’Africa sub-sahariana. Non possiamo più stare qui. Ovviamente se va bene l’Oim riuscirà a rimpatriare questi “danneggiati collaterali” dalla guerra Nato. Ad esempio in Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, dove sono già tornati nel nulla decine di migliaia di lavoratori.
Il cristiano pakistano Nathaniel, che con la famiglia viveva a Tripoli da decenni, non è più raggiungibile.
MASSACRO DI FAMIGLIE LIBICHE
E non sono i neri le uniche categorie massacrate ora a Tripoli. L’inviato di France 24 dà conto (http://www.voltairenet.org/Les-rebelles-epurent-le-quartier-d) di come i ribelli della Nato stiano attaccando le famiglie di funzionari (anche di grado basso) che avevano a che fare con il governo. Sono state attaccate mentre erano asserragliate nel quartiere di Abu Slim. L’ospedale centrale di Tripoli, dice il cronista, è pieno di feriti, uomini, donne, bambini e anziani. E il Cnt, muto, dice France 24.
A questo proposito sono anche molto inquieta circa la sorte di tante famiglie di sfollati dall’Est libico e da Misrata. Sicuramente i ribelli della Nato li considerano dei traditori perché hanno lasciato mesi fa le zone sotto il loro controllo. Spero che la Croce rossa internazionale o chi per essa sappia di queste famiglie ora abbandonate a se stesse.
La famiglia di Noor, bambinetta di tre anni coi capelli ricci e la pelle color caffelatte, era sfollata da Derna a Tripoli con migliaia  di altre, fuggite dall’Est della Libia in mano ai “ribelli”. Altre venivano da Misrata, città dell’Ovest controllata da mesi dai bengasiani, altre ancora dalle montagne Nafusa una volta prese.  Famiglie filogovernative o considerate tali, impossibilitate a lavorare e fatte oggetto di minacce o violenze.
Decine di migliaia di persone si erano rifugiate in Egitto, altre a Tripoli o dintorni. Vivevano presso parenti o  in strutture messe a disposizione dal governo. Fra queste un bianco villaggio vacanze per tripolini in riva al mare o quasi nel deserto, in una desolata serie di container ex domicilio di lavoratori di imprese cinesi evacuati mesi fa. Adesso probabilmente nessuno si può più occupare di loro, per il cibo, l’acqua, la sicurezza. Quelle famiglie di “sfollati dalla parte del torto” sono adesso in grave pericolo. Ci si chiede se la Croce Rossa internazionale conosca il problema.
Molti altri sfollati vivevano a Zliten (poche decine di chilometri da Tripoli), sempre ospitati in strutture lasciate vuote da compagnie straniere oppure presso parenti.
Alcuni di loro avrebbero già trovato la morte la notte fra l’8 e il 9 agosto quando nel villaggio di Majer diverse bombe della Nato hanno fatto 85 morti civili.
di Marinella Correggia – Corrispondente per Jerba News
27 agosto 2011 – LibyanFreepress

giovedì 25 agosto 2011

NATO:OSCAR PER LA MIGLIOR REGIA



Roma 24-8-11
LIBIA: Nato, Al Jazeera, Qatar, Servizi segreti
PREMIO OSCAR PER LA REGIA  GUERRA DELLE “BALLE”

Ci mancava il ferragosto per aiutare i mezzi di disinformazione a distorcere, nascondere, congelare una storia che solo tra qualche anno potrà finalmente essere vista con la luce della verità.
Sta di fatto che mentre la Nato con i suoi subdoli alleati: Ribelli, Qatar, Al Jazeera, Al Araabiya,  preparano e mettono in atto una strategia di guerra mediatica basata sulle menzogne per terrorizzare il popolo, il mondo un po’ distratto dalle vacanze e dalla congiuntura è li pronto ad abboccare a qualsiasi cosa che gli si propini.
Si sapevano già le date dell’attacco a Tripoli, tutto era pronto anche i filmati di un  surrogato della piazza Verde rigorosamente ricreata ad arte in Qatar e trasmessi poche ore prima dell’attacco.
Alle ore 24 di domenica 21 agosto parte la guerra a suon di bombe di disinformazione  terroristica:
Tripoli è completamente occupata, presa la figlia di Gheddafi Aisha, arrestati tre figli di Gheddafi, uno di questi Kamis è stato arrestato dopo che è stato dichiarato ucciso 4 volte, i figli arrestati diventano 6 in quanto Mohamed viene arrestato 3 volte prima con il suo nome, poi come primogenito e poi come uno dei figli, fa nulla che poi si inventi la curiosa storia che è scappato in quanto dicono era agli arresti domiciliari… ARRESTI DOMICILIARI…???
Ora 0.32 viene arrestato Gheddafi, più fonti riportano il suo arresto, la guerra è Finita!
Anche Saif Gheddafi che sarebbe stato arrestato alle 24 ed in procinto di essere consegnato all’AIA, ha dovuto uscire dal suo Bunker e farsi intervistare dalla BBC per rendere noto che questa era un’altra balla della famosa regia, è dovuto andare anche al Rixos Hotel per farsi vedere dai giornalisti asserragliati nei sotterranei, i quali hanno potuto vedere le sue immagini solo via Tv ed internet in quanto non mettono il naso fuori dall’albergo da settimane, d’altronde non ha senso che riportino i fatti reali, essi  vengono invece elaborati, costruiti e modellati mirabilmente a tavolino dai registi Nato/Al Jazeera, in ballo c’è più di un premio oscar per la regia, c’è una torta da 180.000 miliardi di dollari, circa il gigantesco debito pubblico italiano!
Non che le tv di Gheddafi non facciano anche esse propaganda facendo credere al proprio popolo che Tripoli non crollerà mai, ma questi poveretti di Tripoli rimbambiti da notizie contrastanti hanno probabilmente perso il senso della verità e della ragione ben prima che la storia e le regie colonizzanti vadano a prendere e modellare ad arte il loro futuro.
Siamo un gruppo di italiani tornati dalla Libia il 10 agosto, di una cosa eravamo certi che nessun manipolo di ribelli avrebbe potuto attaccare Tripoli senza che venisse distrutto prima di varcare le soglie della città, nonostante la Nato potesse aiutarli con bombardamenti mirati una avanzata di forze miste, ben addestrate,  armate e sovvenzionate dalla Nato stessa… sarebbe stata molto difficile,  non conoscevamo però o non credevamo possibile che il popolo di Tripoli sarebbe stato drogato e reso inefficiente dalle mirabolanti menzogne mediatiche della regia Nato/Al Jazeera .
  Ore 24 sky news manda in diretta un filmato della piazza verde, fonte Al Jazeera,  si vede in alto a destra la scritta GREEN SQUARE, una telecamera fissa inquadra una piccola parte della piazza, si vedono ribelli che festeggiano, spari di felicità, si capisce (deduce) che i ribelli sono entrati nella piazza, commenti testuali dicono che la piazza è completamente occupata dei ribelli, la telecamera ferma continua ad inquadrare uno scorcio della piazza, la riconosciamo, è proprio la piazza Verde, strano che non  allarghino mai  l’inquadratura ne che si faccia una panoramica,  manca una cosa in questo filmato, nella piazza sono state istallate da giorni 6 grandi tralicci di acciaio, servivano per un palco dove si sarebbe festeggiato l’anniversario del 42° della rivoluzione, non si vede nessuno di questi tralicci, possibile che siano stati abbattuti in pochi minuti? La cosa curiosa è che dopo verso le 02 del mattino questi tralicci ricompaiono nei filmati, la piazza è meno piena, ma effettivamente ora sembra quella vera, allora cosa è accaduto?
Forse hanno ragione quei libici che alle 0.10 arrivano in piazza con una bandiera verde ed una tricolore (non si sa mai.. ) e non trovano ribelli ma solo altri libici fedeli  che non capiscono cosa stia accadendo,  dove stanno quelle persone viste in Tv? alle 0.30 spinti da queste immagini ne arrivano altri e poi altri, arrivano anche alcuni  ribelli, allora tutti tirano fuori la bandiera tricolore, quella verde rimane ben nascosta, alle due del mattino la piazza realmente è affollata da ribelli o comunque da bandiere tricolori,  il gioco è fatto, che siano manifestanti veri, voltagabbana, attori, comparse e/o fieri combattenti, non fa nulla, per la regia (in festa) sono tutti burattini manovrati ad arte, e non si dovranno neanche pagare se non forse alcuni attori ingaggiati come apripista.
Ora non si deve far altro che finire l’opera, ci saranno sacche di lealisti che accortosi dell’inganno riprenderanno le armi, ma basterà poco per renderli impopolari, tutto ciò di brutto che accadrà da loro o dai ribelli, uccisione, stupri, bambini morti sarà a loro addebitato, fa nulla se sono stati loro o altri, conta solo quello che pensa la gente, e la gente difficilmente si metterà a cercare cosa non va in questa farsa, come non farà caso a quei tralicci come presto si dimenticherà di questo FILM
Alla fine in questa tragica fase cadranno 2-3000 morti VERI, ce ne potrebbero essere stati 10 volte di più, quindi viva la Nato, viva Al Jazeera, che ci ha beffato tutti manovrando una sommossa, ma attenzione, magari tra qualche mese o anno, potremmo vedere una manifestazione di americani a Time Square che inneggiano ad Al Queeda e che vogliono far destituire Obama, poi arrivano i mussulmani a manifestare insieme e tutto il popolo americano abbandonerà le armi per farsi colonizzare dai terroristi.
Questo forse era solo un copione da provare, va alla grande, potrebbe diventare un format vincente
Non accadrà mai in America, ma in altri paesi? Siria? Giordania? Yemen,?  Iran…. ?
Dimenticavo: Gheddafi?  mi spiace per lui come mi spiace per ogni libico privato della sua dignità. Lui però non potrà mai avere un giudizio imparziale, perche non condannarlo significherebbe svelare al mondo che tutto era un FILM
Alessandro Londero

mercoledì 24 agosto 2011

GHEDDAFY:IL MIGLIORE,ECCO PERCHE'


Ecco i grandi punti fondamentali che fanno di Gheddafi il migliore tra tutti i dittatori dell’Africa.

Editoriale di Jivis Tegno
Personalmente non ho nessun simpatia per i capi di stato che esercitano per molti anni i loro funzioni. Sono convintissimo che l’uso del potere per anni, li trasformano in personaggi cinici, egocentrici,  despoti e crudeli.  L’africa è il continente dei dittatori per eccellenza. Nel mio ultimo editoriale, avevo menzionato i nomi dei 10 più grandi dittatori africani, ognuno di loro al potere da più  di 20 anni. Tra questi, figura ovviamente  il colonnello Gheddaffi.
Gheddafi ha combinato di tutto durante i suoi 42 anni di potere. Nel passato, la Libia ha finanziato movimenti armati in tutta l’Africa. Ha ordinato vari attentati terroristici. Tra i  più orrendi, possiamo elencare l’attentato contro il volo della Pan Am 103 del 21 dicembre 1988, partito  alle ore 19:03 dal Londra e diretto a New York. L’aereo esplose sulla cittadina di Locherbie in Scozia facendo 259 vittime. La Libia fu riconosciuta colpevole e sborso 2,7 miliardi di dollari per indennizzare tutte le famiglie delle vittime dell’attentato. Non possiamo dimenticare anche le torture e gli assassini di numerosi oppositori al suo regime. Dal 1984 fino al 1999, la Libia era considerata stato canaglia dai paesi occidentali per il suo sostegno ai gruppi terroristi come L’IRA ( Irish Repubblican Army) o il gruppo palestinese Settembre Nero. Dal 1991 fino al 1999, il paese fu sotto embargo economico imposto dall’ONU. Poi, dal 2006, gli Stati Uniti cancellarono la Libia dall’elenco degli stati canaglia, visti i numerosi progressi fatti dal colonnello per la pace e la lotta contro il terrorismo islamico. Forse con l’età, l’uomo era diventato più conciliante, ragionevole ed aperto al dialogo. Qualità di cui non disponeva nella sua tenera età di rivoluzionario. Da un paio di anni, Gheddafi ha ricominciato a frequentare le capitali occidentali dove veniva accolto dai grandi leaders mondiali.
Ma al di là di tutto questo, bisogna avere l’onesta intellettuale di riconoscere i meriti della gestione di Muammar Gheddafi alla guida della Libia. L’uomo ha intrapreso grandi realizzazioni per il suo popolo, ma anche per l’Africa intera.  Se prima telefonare da e verso l’Africa presentava dei costi altissimi, perché il grande continente nero non disponeva del suo satellite, ma doveva sempre prendere in “affitto” quelli europei che rendevano la vita cara agli africani nel mondo della telecomunicazione. È la Libia di Gheddafi che ha permesso a tutto un continente di acquistare il suo primo satellite: RASCOM1. La Libia da sola sborsò 300 milioni sui 400 milioni necessari per il suo acquisto. Era la prima vera rivoluzione africana  dei tempi moderni. Assicurare la copertura universale del continente per la telefonia, la televisione e la radiodiffusione. Una copertura totale fino alle zone le più sperdute dell’Africa e questo grazie al sistema di ponti radio WMAX, come  sottolinea Jean Paul Pougala, direttore dell’Istituto di Studi Geostrategici di Ginevra, in una delle sue pubblicazioni intitolate: “ Le vere ragioni della guerra in Libia”. D’altra parte, i 30 miliardi di dollari, fondi sovrani libici congelati dall’amministrazione Obama erano destinati ai grandi progetti in Africa. Questi fondi erano i contribuiti della Libia come principali azionisti per tre grandi progetti finanziari sul continente africano: Il Fondo Monetario Africano, La Banca Centrale Africana e la Banca Africana di Investimenti. Con questi nuovi istituti finanziari, molti paesi africani dovevano uscire dal diktat delle banche occidentali  che li asfissiano con prestiti a tassi elevati, senza dimenticare gli interessi che aumentano in continuazione per mancanza di solvibilità. Questi nuovi istituti di credito, avrebbero avuto come missione principale, quella di fare dei prestiti a tasso agevolato ai paesi africani. Ma purtroppo con la probabile uscita di scena di Gheddafi, sarà anche la fine di questi progetti.
Sul piano interno, Muammar Gheddafi ha fatto molto per il suo popolo. Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2010 compilato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nell’ambito del Programma di Sviluppo, la Libia aveva il migliore Indice dello Sviluppo Umano ( ISU) di tutta l’Africa con 0,755. L’Indice di Sviluppo Umano è un indicatore comparativo dello sviluppo in vari paesi e calcolato tenendo conto dei differenti fattori sociali come l’istruzione e il Reddito Nazionale Lordo Pro capite. Già nel 2010, il reddito pro capite in Libia era il più alto dell’Africa con 13.805 dollari per ogni abitante. Nel paese di Gheddafi, non esiste l’imposta dell’Iva. La Libia è tra i paesi meno indebitato del mondo, il suo debito pubblico è soltanto di 3,3% del PIL, mentre per esempio quello della Francia è di 84,5%, dell’Italia di 119% e quello degli Stati Uniti d’America 88,9%. In Libia, la sanità, la scuola e molti atri servizi sociali sono gratis. Il paese ha un tasso di alfabetizzazione del 90%, tasso molto superiore alla media dei paesi africani. Ogni studente libico che desidera studiare all’estero, percepisce una borsa di studio pari a 1700 euro al mese. Ogni studente diplomato libico che non trova un lavoro, riceve lo stipendio medio della sua professione. Questi sono fatti! In Libia, ogni cittadino può impegnarsi liberamente nella politica o nella gestione degli affari pubblici al livello locale, regionale o nazionale, tutto ciò nell’ambito di un sistema politico diretto detto “Jamahiriya”. Sistema che include le diversità regionali e tribali che compongono il paesaggio demografico libico. La Jamahiriya è un sistema politico di massa e fondato nel socialismo popolare. Infatti nel paese di Gheddafi, il diritto all’alloggio è riconosciuto a tutti i cittadini. Ogni coppia sposata ha diritto alla casa. Dimora che viene offerta gratuitamente dallo stato.
Infine, la Libia dispone del settimo fondo sovrano mondiale. I fondi sovrani sono società di investimenti controllate direttamente da governi. Queste società sono utilizzate per investire le risorse provenienti da surplus di bilancio o risparmi delle valute estere. Questi fondi sovrani esistono generalmente nei paesi produttori e esportatori di petrolio e che dispongono di enormi liquidità finanziarie. Nel mondo, ci sono 55 fondi sovrani di investimenti. I fondi sovrani libici sono gestiti da tre istituzioni finanziarie: la BANCA CENTRALE LIBICA,  LAFICO (Libyan Foreign Investment Company), LIA (Libyan Investment Authority). Secondo il Fondo monetario internazionale, le attività delle tre società libiche all’estero ammonterebbero a 152 miliardi di dollari. Soltanto in Italia, i fondi sovrani libici controllano il 7% di Unicedit, 2% della Fiat, 2% di Finmeccanica, 7,5% della Juventus,  1% dell’Eni,  azioni di 500 milioni di dollari in  Mediobanca, 26% dell’Olcese che è un azienda tessile, 14,7% di Retelit un azienda delle  telecomunicazioni.
Ecco grossomodo, tutto quello che ha fatto Gheddafi con la ricchezza del suo paese. Qualcuno potrà logicamente obbiettare dicendo che la Libia ha il petrolio. È verissimo. Ma molti sono le nazioni africane ricchissime con risorse energetiche del sottosuolo. Potrei nominare il Congo, Gabon, Nigeria, Angola, Algeria, Guinea Equatoriale, Guinea Conakry ecc. Ma nessun di questi paesi ha raggiunto il livello di benessere della Libia. Non basta avere le ricchezze energetiche, ma bisogna soprattutto sapere gestirle. Oggi, l’occidente sta appoggiando militarmente una ribellione interna per cacciare dal potere Gheddafi, accusato di essere un tirano per il suo popolo. In tutta Africa, ci sono dittatori peggio del Rais e, che sono sostenuti dalle stesse potenze occidentali che stanno combattendo Gheddafi. Questo è il vero paradosso della situazione. Fra un paio di anni, i libici potranno capire se il colonnello fu un bene o un male per loro paese. Bisogna dare al tempo, il tempo.
Chi vivrà verrà
Chi seguirà saprà
Wait and see.
Jivis Tegno.
Editorialista di INFORMARE PER RESISTERE